Un nuovissimo titolo entra in scena sul palco del mondo del gaming: “Mortal Shell“. I più appassionati collegheranno immediatamente il gioco alla serie “Dark Souls“, anch’essa come “Mortal Shell”, facente parte del celebre genere “Soulslike” rinomato per la sua estrema difficoltà.

Uscito il 18 agosto, “Mortal Shell“, ha già conquistato un gran numero di players benché sia un Indie, ovvero un gioco realizzato da un piccolo Team e, di conseguenza, con un budget limitato.  In media si contano circa 17 mila spettatori su Twitch: dato decisamente positivo.

Mortal Shell: Grafica e dettagli

Addentrandoci completamente nel gioco, su Pc, il primo dettaglio che salta all’occhio è la grafica. Parliamo, come già precisato poco fa, di un gioco realizzato nel piccolo e solitamente il difetto maggiore di questi giochi è dato, letteralmente, dagli oggetti che trapassano altri oggetti (es. un’ascia che trapassa il terreno). Gli sviluppatori di “Mortal Shell” però sono riusciti a limitare questo fastidioso difetto evitando che interferisse in modo negativo durante gli ardui combattimenti, portando il gioco, graficamente parlando, ad un livello medio/alto.

Tanta tattica e pazienza!

La caratteristica dei giochi “Soulslike” è la difficoltà dei combattimenti. Anche in “Mortal Shell” troviamo tale caratteristica che porta i players ad eseguire un vero e proprio studio del nemico per comprenderne i movimenti, i punti deboli e le combinazioni di attacco. Possiamo tranquillamente affermare che che si è in cerca di un gioco cruento ma frenetico, questo non fa al caso vostro.

“Mortal Shell” richiede molta pazienza ed altrettanti tentativi, ma soprattutto tranquillità e, a tratti, lentezza nell’affrontare i nemici, non affidandosi unicamente alla mira ed alla manualità con il mouse o il pad, ma utilizzando principalmente la mente arrivando a varie tattiche da mettere in atto.                                     

Restando sempre in tema combattimento, volenti o dolenti, bisogna ammettere che il gioco presenta un considerevole problema dato dal metodo di cura: a differenza degli altri “Soulslike”, in “Mortal Shell” si fa utilizzo di consumabili per ripristinare la propria salute, quindi l’incontro perde di tatticismo a causa di un numero non definito, in questo caso, di “funghi curativi” che richiedono un continuo ed incessabile farming. Bisogna precisare che l’analisi del gioco non è altro che una serie di prime impressioni, talvolta tecniche, di un videogame appena uscito.

Considerazioni Finali

Basandoci sugli altri “Soulslike” sappiamo che si tratta di giochi abbastanza lunghi, quindi, probabilmente, il nostro “Mortal Shell” ha solo appena inziato a tenerci compagnia e quindi è ben lontano da una critica completa e definitiva (non teniamo conto dei players che hanno già terminato il gioco facendo una speedrun).

Dato che siamo solo all’inizio di questa avventura, per conludere la nostra iniziale analisi non conclusa ma sospesa, terminiamo rivelando ai più curiosi un dettaglio decisamente interessante con tanto di ALERT SPOILER: poco dopo l’inzio del gioco, non lontano dal punto di partenza, troviamo un personaggio che ci chiederà dei materiali per poi porci una domanda: “Vuoi diventare mio fratello”, rispondendo “sì” sbloccherete un finale segreto.

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Scorpion

Ex giornalista ormai in "congedo" per scelta e cambio totale di vita e lavoro (sono uno spirito libero), con la passione del gaming, del mondo fantasy e dei cosplay nei quali mi cimento con scarsi risultati.
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